Interventi
Chirurgia
della Cataratta
In cosa consiste
l'intervento
L’intervento più avanzato per la rimozione della cataratta prevede l’asportazione del cristallino opacizzato tramite una sonda ad ultrasuoni, seguito dall’impianto di una lente artificiale intraoculare (IOL) posizionata nel sacco capsulare. Questa tecnica, chiamata facoemulsificazione, viene eseguita principalmente in anestesia topica, con collirio anestetico instillato pochi minuti prima dell’operazione.
Secondo la Società Oftalmologica Italiana (SOI), l’intervento di cataratta è considerato un intervento oculistico maggiore, dato che richiede l’ingresso nel bulbo oculare e la rimozione del cristallino naturale. È una procedura delicata con una lunga curva di apprendimento per il chirurgo oculista.
La cataratta causa una progressiva perdita di trasparenza del cristallino, che può manifestarsi non solo in età avanzata, ma anche in pazienti più giovani a causa di vari fattori di rischio.
Le fasi principali dell'intervento
La creazione di un tunnel nella cornea per l’introduzione degli strumenti chirurgici.
L’apertura circolare della capsula anteriore del cristallino.
La frantumazione e aspirazione del cristallino opacizzato tramite facoemulsificatore.
L’impianto della lente intraoculare al posto del cristallino naturale.
La capsula del cristallino, svuotata, ospita la lente artificiale che può correggere anche difetti refrattivi preesistenti come miopia, astigmatismo o ipermetropia. Tuttavia, le lenti monofocali tradizionali consentono la visione nitida solo da lontano, rendendo necessario l’uso di occhiali per la lettura da vicino.
Innovazioni
Negli ultimi anni sono state introdotte le lenti intraoculari multifocali, in grado di correggere la visione sia da lontano sia da vicino, anche se attualmente non sono rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale.
È importante sottolineare che in Italia solo una minima percentuale di oculisti è specializzata nella chirurgia della cataratta, che richiede un alto grado di esperienza. Nei Paesi anglosassoni, questa pratica è riconosciuta come una subspecialità chirurgica, data la complessità e la specificità dell’intervento.
