Patologie trattate
Chirurgia Refrattiva
Chirurgia refrattiva:
la soluzione per eliminare occhiali e lenti a contatto attraverso la chirurgia
La chirurgia refrattiva è una procedura medica che corregge i difetti visivi come miopia, ipermetropia e astigmatismo, permettendo di ridurre o eliminare l’uso di occhiali e lenti a contatto. Grazie a tecniche innovative e precise, questa chirurgia migliora significativamente la qualità della vista in modo sicuro e duraturo.
Presso il Centro Mediterraneo Oculistico, vengono effettuate le valutazioni necessarie per scegliere la soluzione più adatta a ogni paziente.
Le tecniche più usate
Al Centro Mediterraneo Oculistico, il paziente viene seguito con tecnologie all’avanguardia e protocolli personalizzati. Le principali tecniche di chirurgia refrattiva includono la PRK (cheratectomia fotorefrattiva), la FEMTOLASIK, l’impianto di lenti intraoculari fachiche (ICL) e la sostituzione del cristallino.
PRK
Al Centro Mediterraneo Oculistico, la PRK viene eseguita con apparecchiature di ultima generazione e un’attenta gestione post-operatoria per garantire un recupero ottimale.
Questa procedura chirurgia refrattiva utilizza il laser ad eccimeri per rimodellare la superficie della cornea in base al difetto visivo da correggere.
Durante l’intervento, l’oculista rimuove lo strato più superficiale della cornea, chiamato epitelio, con una spatola speciale. Successivamente, il laser ad eccimeri emette una luce ultravioletta che “scolpisce” la cornea modificandone la curvatura:
assottigliando la zona centrale per correggere la miopia
rimodellando la zona paracentrale per l’ipermetropia
agendo su un meridiano specifico per correggere l’astigmatismo
Il laser agisce con precisione estrema su microaree di pochi millesimi di millimetro, una precisione che solo la tecnologia laser può garantire. L’intervento è totalmente controllato dallo specialista, che imposta i parametri e monitora l’ablazione.
Dopo la procedura, nelle prime ore possono comparire dolore, lacrimazione, sensibilità alla luce e bruciore. Questi sintomi vengono gestiti con farmaci analgesici e l’applicazione di una lente a contatto terapeutica, che viene rimossa dopo 5-6 giorni.
La guarigione anatomica, ovvero la ricostituzione dell’epitelio corneale, avviene in 3-5 giorni. La visione migliora progressivamente con il recupero visivo totale che richiede una o due settimane, mentre la stabilizzazione definitiva si ottiene dopo alcuni mesi.
Femtolasik
La Femtolasik è una procedura laser all’avanguardia, rapida, precisa, sicura e indolore, che utilizza due tipi di laser: il laser a femtosecondi e il laser ad eccimeri. Grazie a una procedura completamente computerizzata e personalizzata, la Femtolasik garantisce la massima precisione e un significativo miglioramento della qualità visiva.
Il femtolaser funge da bisturi, sezionando con estrema accuratezza una lamella corneale (lembo), che viene sollevata dal chirurgo per permettere al laser ad eccimeri di correggere i difetti di refrazione quali miopia, ipermetropia e astigmatismo. Al termine, il lembo viene riposizionato, proteggendo la zona trattata.
Rispetto alla PRK, la Femtolasik offre un recupero visivo più rapido e una correzione duratura, senza dolore nel post-operatorio e senza necessità di bendaggi o lenti a contatto terapeutiche. La procedura è priva di aghi, lame o bisturi tradizionali, con effetti collaterali minimi e temporanei, come un lieve bruciore nelle prime ore dopo l’intervento.
La Femtolasik è è riconosciuta come la tecnica laser di elezione per la correzione dell’ipermetropia in diversi bandi pubblici.
Il Centro Mediterraneo Oculistico utilizza questa tecnica nel trattamento dei difetti refrattivi per i pazienti che sono idonei a questa tecnica, assicurando in questo modo sicurezza e comfort anche nel post-operatorio.
Lente intraoculare fachica
La lente intraoculare fachica (in inglese Phakic Intraocular Lens – PIOL) è una lente speciale impiantata chirurgicamente nell’occhio per correggere difetti visivi importanti, mantenendo intatto il cristallino naturale dell’occhio (da cui il termine “fachica”).
Questa è un’altra tecnica che viene eseguita presso il Centro Mediterraneo Oculistico ed è indicata soprattutto per pazienti con miopia o ipermetropia elevata oppure quando la chirurgia laser non è consigliata. Per poter impiantare la lente, è necessario che la profondità della camera anteriore dell’occhio sia di almeno 3 mm.
Un grande vantaggio delle lenti fachiche è la loro rimovibilità, che rende l’intervento teoricamente reversibile, offrendo un’opzione sicura e versatile per la correzione visiva.
Sostituzione del cristallino
Un ulteriore possibilità per la correzione dei difetti refrattivi è l’intervento di sostituzione del cristallino naturale con uno artificiale. Tale intervento viene eseguito principalmente dopo i 40 anni di età per correggere i vizi di refrazione come miopia elevata, ipermetropia elevata, astigmatismo e presbiopia. La principale indicazione è quella di restituire al paziente la possibilità di una visione da lontano e da vicino priva di occhiali e/o lenti a contatto.
Tecnicamente simile all’intervento di cataratta, questa procedura ha però una finalità prevalentemente estetica e funzionale per migliorare la qualità visiva.
La selezione accurata del paziente è fondamentale, in quanto si tratta di una chirurgia estetica che richiede un’attenta valutazione delle aspettative, della storia clinica e dell’entità del difetto visivo.
Le moderne lenti intraoculari PREMIUM offrono una correzione bifocale di alta qualità e permettono anche di correggere astigmatismi elevati, difficilmente trattabili con altre tecniche. Inoltre, questa procedura rappresenta una soluzione molto più efficace rispetto all’uso di lenti a contatto o occhiali per chi soffre di miopie e ipermetropie elevate.
La cataratta causa una progressiva perdita di trasparenza del cristallino, che può manifestarsi non solo in età avanzata, ma anche in pazienti più giovani a causa di vari fattori di rischio.
Cataratta senile, giovanile e congenita
Cataratta Senile
La cataratta senile è la forma più diffusa di cataratta ed è causata dal rallentamento dei processi biochimici che mantengono la trasparenza del cristallino. Dopo i 65 anni, è comune osservare una leggera colorazione giallastra nel nucleo del cristallino, spesso non percepita dal paziente.
Questa colorazione tende a intensificarsi con il tempo, evolvendo nella cosiddetta cataratta nucleare. Nelle fasi iniziali, ciò può provocare una modifica della refrazione con comparsa di miopia, tanto che alcuni pazienti presbiti possono notare un temporaneo miglioramento della visione da vicino, arrivando persino a ridurre l’uso degli occhiali per la lettura.
Un altro tipo frequente è la cataratta sottocapsulare posteriore, caratterizzata da una “smerigliatura” dello strato posteriore del cristallino, che provoca un progressivo calo visivo e, se non trattata, può portare alla perdita totale della vista.
Cataratta Giovanile
La cataratta giovanile si manifesta in età precoce e spesso è legata a disturbi metabolici come il diabete mellito o a patologie dermatologiche.
Inoltre, malattie oculari come uveite e glaucoma possono causare la formazione di cataratta come conseguenza diretta dell’infiammazione o dell’aumento della pressione intraoculare.
Riconoscere tempestivamente queste condizioni è fondamentale per intervenire precocemente e preservare la salute visiva.
Cataratta congenita
La cataratta congenita è una condizione presente alla nascita o che si sviluppa nei primi anni di vita. È spesso causata da malattie metaboliche, come la galattosemia, o da patologie reumatiche, come l’artrite reumatoide giovanile.
Questa forma di cataratta può interferire significativamente con lo sviluppo della funzione visiva, compromettendo la corretta crescita del sistema visivo nei bambini.
L’intervento con l’impianto di un cristallino artificiale rappresenta una sfida complessa, poiché comporta la perdita definitiva del potere di accomodazione naturale dell’occhio, richiedendo un’attenta valutazione e un follow-up specialistico.
Il trattamento della Cataratta
L’intervento più avanzato per la rimozione della cataratta prevede l’asportazione del cristallino opacizzato tramite una sonda ad ultrasuoni, seguito dall’impianto di una lente artificiale intraoculare (IOL) posizionata nel sacco capsulare. Questa tecnica, chiamata facoemulsificazione, viene eseguita principalmente in anestesia topica, con collirio anestetico instillato pochi minuti prima dell’operazione.
Secondo la Società Oftalmologica Italiana (SOI), l’intervento di cataratta è considerato un intervento oculistico maggiore, dato che richiede l’ingresso nel bulbo oculare e la rimozione del cristallino naturale. È una procedura delicata con una lunga curva di apprendimento per il chirurgo oculista.
Le fasi principali dell’intervento includono:
La creazione di un tunnel nella cornea per l’introduzione degli strumenti chirurgici.
L’apertura circolare della capsula anteriore del cristallino.
La frantumazione e aspirazione del cristallino opacizzato tramite facoemulsificatore.
L’impianto della lente intraoculare al posto del cristallino naturale.
La capsula del cristallino, svuotata, ospita la lente artificiale che può correggere anche difetti refrattivi preesistenti come miopia, astigmatismo o ipermetropia. Tuttavia, le lenti monofocali tradizionali consentono la visione nitida solo da lontano, rendendo necessario l’uso di occhiali per la lettura da vicino.
Negli ultimi anni sono state introdotte le lenti intraoculari multifocali, in grado di correggere la visione sia da lontano sia da vicino, anche se attualmente non sono rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale.
È importante sottolineare che in Italia solo una minima percentuale di oculisti è specializzata nella chirurgia della cataratta, che richiede un alto grado di esperienza. Nei Paesi anglosassoni, questa pratica è riconosciuta come una subspecialità chirurgica, data la complessità e la specificità dell’intervento.
